Ottimizzare il recupero con la Heart Rate Variability  

utilizzando i bio marcatori HRV neuro metabolici


Immergiti nell'era della personalizzazione del recupero utilizzando i biomarcatori della Heart Rate Variability (HRV) per raggiungere un nuovo livello di prestazioni e di benessere. Esploreremo l'innovativo mondo dei marcatori HRV neuro-metabolici utilizzati per stimare il carico muscolare e quello organico procurato dell'allenamento, e personalizzare le strategie di recupero.


Il recupero è fondamentale per raggiungere prestazioni eccellenti, e la sua importanza può variare in base a diversi fattori, come il tipo di attività fisica, l'intensità dell'allenamento, la durata, la genetica e lo stile di vita. Oggi il recupero è considerato un elemento critico di successo e una leva per massimizzare le prestazioni atletiche, per prevenire gli infortuni e per conservare un elevato benessere psicofisico.


Esistono diversi marcatori e parametri biologici per valutare il grado di stress procurato da un allenamento (es. la Proteina C reattiva e l'Interleuchina 6) ma pochi sono facilmente misurabili sul campo e direttamente dai coach e dagli stessi atleti: la Heart Rate Variability offre questa possibilità.

 

 

I marcatori HRV neuro-metabolici non sono semplicemente indicatori di come sta pulsando il cuore, bensì vere e proprie finestre informative aperte sulla complessità del sistema neurvoso, di quello ormonale e metabolico.

Le dinamiche della HRV possono essere valutate sulle 24 ore per comprendere elementi correlati alla circadianità sonno-veglia, al bilanciamento tra i fattori di stress e quelli di recupero, ma anche per valutare la qualità del sonno e l'impatto degli stress quotidiani (es. lavoro, famiglia, impegni sociali ecc).

È possibile effettuare test HRV di breve periodo - Ultra short terme e Short term, per valutare lo stato di recupero dopo il sonno, il grado di perturbazione neurometabolica procurato dall'allenamento, ma anche il grado di infiammazione e di iperattività sistemica.

Perché la Heart rate Variability permette di stiamare il carico e il recupero

La HRV è il risultato dell'attività e dell'influenza del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) sulle dinamiche cardiache. Questo svolge moteplici funzioni (es. respirazione, digestione, percezione di una minaccia ecc) ed è costantemente impegnato nella ricerca e nella conservazione delle migliori condizioni psicofisiche funzionali alla vita - omeostasi, e nel mantenimento delle funzionalità salvavita naturalmente connaturate alle capacità prestative.

Il SNA raccoglie informazioni dagli altri sistemi e dagli organi - interocezione, ma anche dall'ambiente esterno - esterocezione, al fine di modellare i comportamenti e svolgere funzioni organiche modellando il comportamento cardiaco e generando dinamiche di alta, media e bassa variabilità istantanea.


La Heart Rate Variability per stimare il carico di stress allenante

L'evoluzione tecnologica e la potenza di calcolo hanno permesso l'utilizzo sul campo e in ambiente domestico di sensori e software in grado di acquisire ed elaborare informazioni sull'impatto di una sessione di allenamento e sul carico di periodo.

Metriche come il Training Load - ACWR, il Training Effect aerobico e anaerobico, il Training Status, l'EPOC e il TRIMP permettono di stimare il carico e valutare gli effetti perturbativi sulle dinamiche neurometaboliche e neuro muscolari.

Le dinamiche della HRV durante e dopo una sessione di allenamento, in combinazione con indici di efficienza nel movimento permettono di ottenere stime sul carico interno che poco si discostano dai test condotti in laboratorio, con il grande vantaggio di essere eseguiti nell'ambiente naturale di ogni atleta e sportivo: il terreno di allenamento e competizione.

Le metriche appena descritte sono relative all'innovativo Sistema Firstbeat Sport


Heart Rate Variability per stimare il recupero

Il Quick Recovery Test , anche conosciuto come test del recupero o dell’allenabilità giornaliera è una valutazione per comprendere il grado di recupero al mattino e per pianificare un allenamento adeguato.

In modo rapido e preciso permette di riscontrare l'effetto del recupero attraverso un semplice test HRV della durata di soli 3 minuti - cd. Ultra short term, per comprendere il grado di normalizzazione del dinamiche correlate alle condizioni omeostatiche o di perturbazione di queste.

Il ripristino delle condizioni omeostatiche muscolari e metaboliche, dopo l'allenamento, è un processo che si svolge in diverse fasi e necessita di risorse adeguate e di tempo sufficiente.

In sintesi il test del recupero restituisce punteggi elevati quando l'equilibrio neuro metabolico è ripristinato e si hanno dinamiche di "alta HRV", viceversa punteggi bassi con "bassa HRV".


Valutare la HRV per ottimizzare il recupero

Quando si pensa al recupero le prime immagini che vengono alla mente sono i momenti successivi a uno sforzo intenso e il trascorrere del tempo per normalizzare la frequenza cardiaca, la respirazione e la sensazione di stanchezza.

In realtà, questa è solo una fase di ripristino parziale del metabolismo muscolare per permettere l'esecuzione di un nuovo esercizio che può essere stimata con il Test Heart Rate Recovery.

Il processo di recupero vero e proprio inizia con il defaticamento e prosegue fino alla normalizzazione delle funzioni nervose, ormonali, metaboliche e immunitarie perturbate dallo stimolo allenante o dalla competizione. La durata del processo è variabile ed è funzione di innumerevoli fattori riassumili nelle capacità e condizioni dell'atleta, intensità e durata dello stimolo, risorse a disposizione e supporto attivo al recupero.

Stimare l'intensità dell'allenamento e il grado di perturbazione sistemica è fondamentale per delineare le strategie di recupero funzionali per recuperare efficacemente.

Le metriche Firstbeat Sport permettono di comprendere lo stato perturbativo procurato dall'allenamento come carico di stress acuto, ma anche quello di periodo per valutare lo stress cronico: difficile da percepire ma di grande impatto sull'asse dello stress (HPA) e sul sistema fasciale.

Condizioni di overreaching prolungato possono sovraccaricare i sistemi neuro metabolici ridurne le capacità adattative e quelle prestative.

Ci sono due tipi di recupero da non confondere, quello di:

  • Ripristino dello stato funzionale precedente allo stimolo allenante,
  • Supercompensazione con il potenziamento delle capacità allenate.

Le funzioni attivate dal recupero di ripristino tendono a ristabilire le riserve energetiche, riparare i tessuti danneggiati, smaltire i metaboliti e portare l'infiammazione entro limiti fisiologici accettabili, ma non normalizza ad esempio le attività del sistema immunitario.

Le funzioni del recupero di supercompensazione agiscono sia per il ripristino generale dei sistemi neuromuscolari e neuro metabolici che per l'incremento delle capacità organiche.

Bilanciamento stress e recupero giornaliero

Indice di efficienza del recupero notturno


Come ottimizzare il recupero di medio e lungo termine

Il recupero di medio e lungo termine è il periodo che intercorre tra un allenamento e il successivo, e rientra nella programmazione del microciclo.

Avendo acquisito informazioni sul grado di stress procurato dal carico allenante è possibile decidere quale conbinazione di attività di recupero passivo e attivo adottare.

Allenamenti blandi con Training Load e Trimp medio basso, un carico in cronico con ACWR inferirore a 0.8, non generano perturbazioni neurometaboliche e la scelta può ricadere su forme di recupero passivo: power nap, relax e sonno.  

Discorso differente si ha per gli allenamenti intensi e per i periodi di carico dove i parametri di Training Load, Trimp e ACWR si portano ai limiti della soglia fisiologica di efficienza neurovegetativa e neuro muscolare, dove anche il recupero passivo può divenire difficoltoso, si pensi alle alterazioni dei cicli del sonno indotti dall'innalzamento dell'infiammazione.

In questi casi è opportuno modellare le leve del recupero attivo e di quello passivo in funzione del grado di perturbazione procurato a livello organico e muscolo-scheletrico.

Le funzioni del recupero organico possono essere raggruppate in:

  • ripristino delle scorte consumate
  • smaltimento dei metaboliti dell'esercizio e dell'infiammazione tissutale
  • normalizzazione dell'infiammazione sistemica
  • circadianizzazione del tono neurovegetativo
  • riequilibrio omeostatico.

Il recupero attivo può essere ricercato mediante sessioni di:

  • respirazione riequilibrante
  • esposizione al tepore e al calore
  • movimento, allungamento e drenaggio linfatico
  • stimolazione delle funzioni colinergiche antinfiammatorie
  • rilassamento profondo
  • modellamento dei cicli del sonno.

 

Le attività per il recupero organico sono differenti da quelle muscolo-scheletriche e non andrebbero confuse.
Esporre un atleta al freddo in un momento di necessità di ripristino metabolico può rallentare il recupero.


Dalla teoria del recupero alla pratica

In Self Coherence ci occupiamo di consulenza a team di atleti d'èlite per realizzare strategie di ottimizzazione del recupero per il raggiungimento di prestazioni eccellenti. Supportiamo atleti olimpionici con il monitoraggio HRV da remoto e il modellamento de recupero quotidiano.

Adoriamo le sfide e ci lasciamo appassionare da progetti che ci possono aiutare nella crescita professionale e nell'evoluzione personale. Di seguito due preparazioni che ci hanno coinvolto professionalmente ed emotivamente:

 

30 x 30 DI EMANUELE IANNARILLI

Abbiamo supportato Emanuele nel preparare e portare a termine 30 Xterra consecutivi nel circuito del lago di Scanno, mediante una strategia di velocizzazione del recupero.

 

IADER GIRALDI DAKAR 2023 

Preparazione fisica, mentale ed emotiva ma, soprattutto, gestione e ottimizzazione del recupero per sostenere lo sforzo della gara di moto più dura del mondo, raccontata nel suo libro e divenuta un metodo di preparazione all'inaspettato.


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